Il prodotto diventa esperienza, atmosfera e infine mondo.
Una donna scende con passo rapido e sicuro una monumentale scalinata di marmo bianco, indossando un piumino nero Moncler.
Gradualmente il suo movimento cambia. Il ritmo rallenta, la sicurezza iniziale lascia spazio all'incertezza e ogni nuovo passo sembra mettere in discussione la solidità dello spazio che la circonda.
Quando la donna tocca il piumino, la percezione della materia si trasforma. La morbidezza del capo sembra propagarsi all'architettura: il marmo perde rigidità, si deforma e diventa soffice.
Lo spazio reale lascia progressivamente posto a un ambiente costruito dalla stessa materia del piumino. La protagonista non viene inghiottita dallo spazio: si sente completamente avvolta dalla morbidezza del capo che indossa.
Be the Element nasce dal contrasto tra due qualità opposte: la rigidità monumentale del marmo e la morbidezza del piumino.
La trasformazione avviene prima attraverso il corpo. Una camminata inizialmente veloce, controllata e sicura rallenta progressivamente fino all'esitazione del passo successivo.
Il contatto con il piumino diventa quindi il punto di passaggio tra realtà e percezione. La sua qualità tattile si estende allo spazio circostante, trasformando progressivamente l'architettura in una dimensione morbida e avvolgente.
Il film traduce così una caratteristica fisica del prodotto in un'esperienza sensoriale: la protagonista non osserva semplicemente il piumino, entra nella sensazione che esso produce.
La morbidezza diventa un mondo da abitare.
Le persone dietro ogni immagine.
01Crediti04voci
- RegiaFrank Zanella
- Concept creativoFrank Zanella
- MontaggioMassimiliano Feresin
- MusicheGiuseppe Calandrini
