Un piccolo gesto trasforma la noia in gioia.
Un bambino trascorre il pomeriggio nella casa della nonna. Tutto sembra immobile: la stanza è spenta, la nonna dorme sulla poltrona, il cane è disteso senza energia. Anche il bambino è visibilmente annoiato.
Poi compare un Chupa Chups. Il bambino lo assaggia. La nonna, ancora assonnata, prende il suo. Persino il cane entra nel gioco.
Quando tutti e tre assaporano il Chupa Chups, qualcosa cambia. La stanza si accende. I colori esplodono, gli oggetti prendono vita e quello che pochi istanti prima era uno spazio ordinario e monotono si trasforma in un universo pop, giocoso e imprevedibile.
Taste the Joy parte da un contrasto semplice: un mondo senza energia e lo stesso mondo attraversato dal piacere.
La casa della nonna rappresenta inizialmente la quotidianità nella sua forma più immobile. Il bambino si annoia, la nonna dorme, il cane sembra condividere la stessa apatia. Toni desaturati e un'atmosfera sospesa costruiscono un ambiente in cui sembra non poter accadere nulla.
Il Chupa Chups diventa l'elemento che rompe questa immobilità. Quando bambino, nonna e cane lo assaporano, il piacere non rimane soltanto un'esperienza individuale: si propaga nello spazio. Colori, forme e materia trasformano progressivamente la stanza, traducendo visivamente l'energia del prodotto.
Il film trasforma così il Chupa Chups in un interruttore percettivo capace di rendere straordinario un momento completamente ordinario.
Taste the Joy.
Le persone dietro ogni immagine.
01Crediti04voci
- RegiaFrank Zanella
- Concept creativoFrank Zanella
- MontaggioMassimiliano Feresin
- MusicheGiuseppe Calandrini
