Mettere in luceƒ/8
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Un desiderio prima immaginato, poi dichiarato e infine ferito.

Concept

Una donna si risveglia dopo un incubo e, ancora intrappolata nelle sensazioni che il sogno ha lasciato dentro di lei, inizia a dipingere.

Il gesto diventa progressivamente più istintivo. La mano danza sulla tela, il colore cola sulla superficie fino a lasciare emergere una parola: FREEDOM. È la materializzazione del suo desiderio più profondo.

Ma qualcosa cambia. Osservando ciò che ha creato, la donna sembra non riuscire più a riconoscersi in quel desiderio. Prende un coltello e incide la tela, trasformando un gesto di creazione in un gesto di distruzione.

Il taglio richiama formalmente il gesto di Lucio Fontana, ma ne trasforma il significato: non è un'apertura verso una nuova dimensione dello spazio, ma una ferita, una perdita, una rinuncia alla libertà.

L'opera

Dripping esplora il conflitto tra il desiderio di essere liberi e la possibilità di rinunciare alla propria libertà.

Pittura, corpo e movimento diventano parte di una stessa azione performativa. Il colore traduce un impulso interiore in materia; la parola FREEDOM gli dà una forma; il taglio finale la distrugge.

La tela diventa così qualcosa di più di un supporto: è il luogo fisico in cui un desiderio viene prima immaginato, poi dichiarato e infine ferito.

Il riferimento al gesto spazialista viene ribaltato. Se il taglio di Fontana oltrepassava la superficie per aprirla verso uno spazio ulteriore, in Dripping il taglio non apre.

Lascia una ferita.

Titoli di coda

Le persone dietro ogni immagine.

01Cast01voci
  • PerformerAna Karina Cano
02Crediti05voci
  • Concept e regiaFrank Zanella
  • Direzione della fotografiaDinesh Chandra
  • Primo assistente operatoreAbylay Otezhan
  • Secondo assistente operatoreTeni Oduntan
  • Macchinista dollyAigerim Zhagozina
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