Mettere in luceƒ/8
Metodo proprietario

Un metodo per la direzione dell'attore: la ricerca che diventa linguaggio condiviso e firma riconoscibile dello studio. Meno tecnica, più verità nell'inquadratura.

Non dirigiamo le facce, dirigiamo l'attenzione. L'attore non recita un'emozione: la lascia accadere, e la macchina da presa la coglie come luce che passa nel buio.

α

Ascolto obliquo

L'attore non guarda dritto al risultato: lo raggiunge di taglio. Togliamo l'intenzione dichiarata e lasciamo emergere quella vera.

β

Il buio come alleato

Sottrarre luce per costringere lo sguardo. Ciò che non si vede lavora quanto ciò che si vede: il non detto è metà della scena.

γ

Tempo reale

Prove lunghe, ciak lunghi. Diamo al tempo lo spazio di depositarsi finché il gesto smette di sembrare recitato.

Metodo proprietario
  1. 01
    Ascolto

    Il briefing è una domanda

    Partiamo dal problema, non dalla soluzione. Ricerca visiva, riferimenti, il perché prima del cosa.

  2. 02
    Visione

    Costruire il mondo

    Definiamo un mondo narrativo espandibile: non una singola opera, ma un sistema che può vivere su più linguaggi.

  3. 03
    Direzione

    The O-Method sul set

    Il cuore del metodo: dirigere l'attore per verità, non per posa. La scena si accende quando smette di recitare.

  4. 04
    Luce

    Regia, fotografia, montaggio

    La forma finale: luce, ritmo e colore che tornano dal buio. Il montaggio decide cosa merita di essere visto.

  5. 05
    Espansione

    Dall'opera all'IP

    Un corto diventa un libro, un'immagine una performance, un brief un piccolo film. Il valore si moltiplica cambiando linguaggio.